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Martedì 07 Febbraio 2012 16:25
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Il Personaggio - Franco Fava |
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| Scritto da Vittorio Bosco | |||
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Un altro “Personaggio”, un grande campione di ieri, che ha fatto grande l’atletica Italiana negli Anni che vanno dal 1972 al 1081, è Franco Fava. Correva con un handicap: soffrendo di tachicardia durante le gare era spesso costretto a fermarsi per ritrovare la giusta frequenza cardiaca e poi ripartire. Franco Fava è nato a Roccasecca in Provincia di Frosinone nel 1952, atleta delle Fiamme Gialle, tra il 1972 e il 1979 ha vestito per ben 29 volte la Maglia Azzurra stabilendo numerosi primati Italiani sui 3000, 5000 e 10000 metri, nonché sulla Maratona. Come riportato sopra, Franco Fava soffriva di tachicardia e quando era in gara spesso si doveva fermare, aspettare qualche secondo e ripartire, lui diceva che quando si doveva fermare non era un male perché gli sembrava di aver riposato chissà quanto, e dopo era più forte di prima. A me è capitato di vederlo in gara a Palmanova e l’ho visto anche fermarsi, ripartire e infilare mezzo giro di pista al secondo su un 5000 metri. La prima crisi l’ebbe a 17 Anni a Ostia, mentre correva una campestre, gli si sono appesantite le braccia e le gambe, ma dopo 30/40 secondi era fresco e pronto per ripartire, queste crisi si manifestavano nel 10% dei casi. All’inizio è stata dura accettare questa anomalia, non deve essere stato facile, correre con l’ansia di una crisi imminente che poteva manifestarsi anche prima della partenza, all’improvviso i battiti andavano dai 170 ai 300 al minuto. Capito il problema e accettandolo ha cominciato a convivere con esso, anche se rimaneva sempre la paura che succedesse qualcosa di più grave. Nel 1977, mentre era in Nuova Zelanda per correre una Maratona, in Italia un giocatore di calcio moriva in campo per arresto cardiaco. In federazione cominciarono a preoccuparsi e l’Anno dopo corse la Maratona alla Roma-Ostia adoperando un Holter, una specie di macchina che gli misurava i battiti cardiaci. Visto che il problema c’era e stava peggiorando, i medici della federazione lo obbligarono a smettere di gareggiare e così a soli 29 Anni finì la sua carriera di atleta. Nel 1972 alle Olimpiadi di Monaco arrivò in semifinale a soli 20 Anni, quattro Anni dopo, era il 1976, semifinale sui 10000 metri alle Olimpiadi di Montreal e ottavo posto in Maratona. Nella sua seppur breve carriera stabilì ben 16 record Italiani un po’ su tutte le distanze del Mezzo Fondo: 3000 siepi, 3000 piani, 5000 piani, 10000 piani e sull’ora in pista con km 20,416; i suoi tempi: 8’18’’85 sui 3000 siepi, 13’21’’98 sui 5000, 27’42’’65 sui 10000, Franco conquistò 12 titoli Italiani, Maratona compresa. Nel suo palmares c’è una Stramilano, protagonista per tanti Anni alla “5 Mulini”, vincitore per ben 3 edizioni del “Cross del Campaccio”, 10 volte protagonista ai “Campionati Mondiali di Cross”, dove si piazzò per 9 volte nei primi 10. Ma proviamo a immaginare se Franco Fava non avesse avuto il problema della tachicardia, dove sarebbe arrivato? Dal 1978 Franco Fava fa il giornalista sportivo, e collabora con le più importanti testate giornalistiche, è stato capo ufficio stampa della Iaaf dal1989 al 1991, ha ricevuto una moltitudine di premi sia come atleta che come giornalista. Notizie dal Web Le foto di Franco Fava
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