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VIRTUS LANCIANO - GIULIANOVA 2 - 0
VIRTUS LANCIANO (4-3-3): Chiodini; Vastola, Mammarella, Antonioli, Oshadogan; Di Cecco, Turchi (Amenta dal 25’ s.t.), Sacilotto; Sinigaglia (Colussi dal 15’ s.t.), Masini, Sansone (Aquilanti dal 41’ s.t.). A disp.: Aridità, Coppini, Moi, Improta. Allenatore: Dino Pagliari.
GIULIANOVA (4-4-2): Gasparri; Lieti, Migliore, Vinetot, Garaffoni; Donato (Carbonaro dal 17’ s.t.), Censori, Carratta, Croce (Pucello dal 32’ s.t.); Melchiorri, Campagnacci (Maritato dal 22’ s.t.). A disp.: Buono, Faragalli, Dezi, Schneider. Allenatore: Leonardo Bitetto.
MARCATORI: Colussi (V) al 21’ s.t., Sansone (V) su rigore al 31’ s.t.
AMMONITI: Colussi (V) al 26’ s.t.
ESPULSI: nessuno.
ARBITRO: Michele Liotta di Lucca. ASSISTENTI: Duccio Tronci di Firenze, Maurizio Stefanelli di Empoli.
LANCIANO - Gli anglofoni li chiamano underdog: sono i “perdenti”, coloro che vengono perennemente sottovalutati. Nella zona dei Frentani Roberto Colussi, navigato centravanti friulano classe ’78, è sempre stato considerato per l’appunto un underdog, un panchinaro, o alla meglio come merce di scambio per il mercato di riparazione. Ma a volte le emozioni più grandi possono scaturire proprio da chi meno ce l’aspettiamo.
Quest’oggi l’undici iniziale vede premiato l’ex interista Sinigaglia proprio a scapito dell’esperto attaccante goriziano, che siede diligentemente in panchina. Fin dal primo tempo si nota la grande propensione offensiva della Virtus che, con la sapiente regia del brasiliano Sacilotto e con un Masini al comando del tridente d’attacco, schiaccia la squadra del Giulianova nella propria metà campo, costringendola a giocare sempre dietro al pallone senza poter proporre valide soluzioni di contrattacco.
Gli uomini di Bitetto, dimostrando di non eccellere nell’arte del contropiede, sono obbligati a fare catenaccio buttando la palla in avanti a casaccio appena possibile, evitando di sfruttare il genio di Marco Croce, ex stella del vivaio del Pescara. E il compito gli risulta più facile del previsto, in quanto la scarsa vena realizzativa nonché l’assenza di concretezza sotto porta impedisce ai padroni di casa di mettere la propria impronta su di un match dalla storia già scritta.
Il secondo tempo inizia sulla falsa riga del primo: grande pressing della Virtus, tanti polmoni, tanto cuore ma nessun risultato. Complice anche la scarsa precisione dei cross da parte degli attaccanti e la ineguagliabile superiorità aerea dei difensori. In attacco le cose proprio non vanno, Dino Pagliari se ne accorge solo al quarto d’ora del secondo tempo: fuori Sinigaglia, dentro Roberto Colussi.
La dinamicità di Colussi apporta sin da subito nuova linfa vitale alla manovra rossonera. A dieci minuti dal suo ingresso in campo, Vastola si procura con mestiere un calcio d’angolo: il cross in mezzo è teso, la mischia è accesa ma è lui ad arrivarci per primo. Con una mossa da vero attaccante, con una zampata di grande reattività Roberto Colussi insacca alle spalle di Gasparri per il vantaggio del Lanciano.
La curva esplode ma lui non si accontenta: fomentato dalla prodezza agonistica si procura un’ammonizione, prende un palo e si procura quel calcio di rigore (sacrosanto) che alla mezz’ora permette a Sansone di raddoppiare e chiudere così l’incontro.
Nulla da fare per il baby - Giulianova di mister Bitetto, che potrà consolarsi con la strenua difesa offerta dal pacchetto arretrato (Garaffoni e Vinetot su tutti), ma che dovrà fare attenzione allo spettro della retrocessione che si profila per una compagine dall’attacco spuntato.
Sorride la Virtus che, puntuale all’appuntamento con una vittoria che mancava da ben due mesi, ritrova la fiducia necessaria per poter sfoderare prestazioni degne di tale nome anche tra le mura casalinghe. Il rivitalizzato Colussi potrebbe essere la chiave per il successo di una stagione lancianese altrimenti triste e deludente.

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